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Cose di Casa

Intro Che cambia tra TARSU e TIA?

ico La TA.R.S.U. è la tassa sui rifiuti solidi urbani, introdotta dal D.lgs n. 507 del 1993 al fine di recuperare i costi sostenuti dai comuni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed i servizi di pulizia delle strade.
L'imposta viene applicata su tutti gli immobili o alle aree scoperte produttive e viene calcolata applicando una tariffa al metro quadro di superficie e differenziata in base alla destinazione d'uso dell'immobile o dell' area.
Sono esclusi dall'imposta i locali o le aree scoperte che non possono produrre rifiuti per le loro condizioni di inutilizzabilità e le aree comuni nei condomini. 

ico La T.I.A. è la tassa di igiene ambientale, introdotta dall'art. 49 del D.lgs 22 del 1997, finalizzata sempre a sostenere i costi di gestione dei rifiuti, ma prevede ulteriori parametri soggettivi nel calcolo dell'importo, come il numero di abitanti insediati nell'abitazione, cercando di rendere più equi gli addebiti in bolletta.
I Comuni a partire dalla data di entrata in vigore della legge avrebbero dovuto adeguarsi alle nuove disposizioni, nel frattempo con il D.lgs. 152 del 2006 si è ridefinita la TIA ma manca di un decreto attuativo, quindi tra le numerose proroghe e la scarsa chiarezza nelle norme alcuni comuni adottano la TIA con regolamento Comunale, altri invece adottano ancora la TARSU.
Altra differenza è che deve sostenere il 100% della spesa, specie se affidata a ditte specializzate esterne, con ulteriori aggravi in bolletta, in quanto prima una parte veniva pagata dal bilancio Comunale con altre entrate.

Chi inizia l'occupazione di un immobile o di area scoperta ha l'obbligo di presentare entro il 20 Gennaio successivo la "Denuncia di nuova utenza" e pagherà a partire dal bimestre successivo a quello della denuncia. Stessa cosa per le cessazioni che devono essere presentate su apposito modello di "Denuncia di cessazione".

Vi sono deduzioni alla tariffa ordinaria previste per abitazioni con abitante unico, abitazioni o locali adibiti ad uso temporaneo o stagionale.

red Metodo di calcolo della superficie

La superficie da computare per il calcolo dell'imposta viene normata dal D.P.R. 138/98 (scarica foglio excel) che stabilisce: 

Tipologia Catastale Superfici da computare
A/1 - Abitazioni di tipo signorile
A/2 - Abitazioni di tipo civile
A/3 - Abitazioni di tipo economico
A/4 - Abitazioni di tipo popolare
A/5 - Abitazioni di tipo ultrapopolare
A/6 - Abitazioni di tipo rurale
A/7 - Abitazioni in villini
A/8 - Abitazioni in ville
A/9 - Castelli, palazzi di pregio
artistico e storico
A/11 - Abitazioni e alloggi tipici
C/6 - Stalle, scuderie, rimesse,
autorimesse
Somma della superficie dei:
a) vani principali e accessori a servizio diretto
(bagni, ripostigli, ingressi, corridoi, etc);
b) vani accessori a servizio indiretto dei principali
(soffitte, cantine e simili) in misura pari al 50% se
comunicanti con i vani principali o 25% se non
comunicanti;
c) balconi, terrazzi e simili di pertinenza esclusiva in
misura pari al 30%, fino a 25 mq e al 10% per la
quota eccedente, se comunicanti con i vani principali
(negli altri casi rispettivamente al 15% fino a 25 mq e
al 5% per la quota eccedente);
d) area scoperta o assimilata di pertinenza
esclusiva dell`unita` immobiliare, nella misura del
10% fino alla superficie dei vani principali e accessori
a servizio diretto e del 2% per la parte eccedente;
e) vani accessori a servizio diretto dei posti auto in
misura pari al 50%.
   
B/1 - Collegi e convitti, educandati,
ricoveri, orfanotrofi, ospizi, caserme,
conventi, seminari
B/2 - Case di cura e ospedali
B/3 - Prigioni e riformatori
B/4 - Uffici pubblici
B/5 - Scuole e laboratori scientifici
B/6 - Biblioteche, pinacoteche, musei,
gallerie, accademie
B/7 - Cappelle ed oratori
Somma della superficie dei:
a) vani principali e accessori a servizio diretto
(bagni, ripostigli, ingressi, corridoi, etc);
b) vani accessori a servizio indiretto dei principali
(soffitte, cantine e simili) in misura pari al 50% se
comunicanti con i vani principali o 25% se non
comunicanti;
c) balconi, terrazzi e simili di pertinenza esclusiva in
misura pari al 10%;
d) vani accessori a servizio diretto dei posti auto in
misura pari al 50%.
   
A/10 - Uffici e studi privati
B/8 - Magazzini sotterranei per
deposito di derrate
C/1 - Negozi e botteghe
C/2 - Magazzini e locali di deposito
C/3 - Laboratori per arti e mestieri
C/4 - Fabbricati e locali per esercizi
sportivi
C/5 - Stabilimenti balneari e di acque
curative
C/7 - Tettoie chiuse o aperte
 Somma della superficie dei:
a) locali aventi funzione principale nella specifica
categoria e locali accessori a servizio diretto degli
stessi;
b) locali accessori a servizio indiretto dei principali
in misura pari al 50% se comunicanti con i principali o
25% se non comunicanti;
c) balconi, terrazzi e simili in misura pari al 10%;
d) area scoperta o assimilabile di pertinenza
esclusiva alla singola unita` immobiliare in misura pari
al 10%.

 

 Sentenze su TARSU

  • La Commissione tributaria regionale della Sicilia con una sentenza scaturita da un ricorso effettuato da alcuni contribuenti assistiti dal Codacons, ha stabilito che la tassa sui rifiuti solidi urbani non è dovuta per i garage ed i sottotetti, in quanto, in attuazione della Circolare n. 95e del 22.06.1994, devono considerarsi esclusi dalla tassa sui rifiuti solidi urbani i locali il cui utilizzo è saltuario ed occasionale e nei quali la presenza dell'uomo è limitata a temporanee e sporadiche occasioni ed a utilizzi marginali.
  • Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA esclude in via generale dall' assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità.
    Modulo rimborso IVA

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